Andare in barca

Non c'è dubbio che per imparare ad andar per mare con sicurezza e disinvoltura bisogna per forza frequentare il mare e andare in barca. Ma la sola conoscenza pratica non necessariamente assicura quelle condizioni. Come in qualunque altro settore di apprendimento, una conoscenza di base acquisita a terra parallelamente (e in certi casi in precedenza) all'attività marina aiuta ad accrescere la propria esperienza, maturandola e migliorandola sulla base di esperienze altrui.

Il mare è come un paese, prima di visitarlo la cosa migliore è informarsi e imparare la lingua, anche se alla fine solo recandosi in quel paese si raggiungerà la piena conoscenza del luogo.

Così acquisendo conoscenze di base sicure e condivise dalla famiglia dei marinai (corso per la patente nautica compreso), aiuta a capire e ad affrontare la variabilità delle condizioni marine e ci permette di adottare le misure migliorI per una più sicura conduzione della barca.

Come in tutte le situazioni della vita meglio dare per assodata l'importanza dell'esperienza altrui, dedicando il nostro tempo ad approfondire quelle situazioni nuove non accennate nei manuali anzichè tentare di riscoprire l'acqua calda .

Sono proprio queste ragioni che ci hanno indotto a presentare alcune modeste note riguardanti la vita in barca. Anche queste, come accennato sopra, in piccola parte frutto delle proprie limitate esperienze e molte derivate da esperienze altrui, pubblicate in varie riviste del settore o in libri di navigatori più o meno famosi, ma comunque desiderosi di condividere quelle loro esperienze con i “colleghi”.

Siccome molti scritti in lingua originale non sono stati tradotti e pubblicati in Italia, e quelli italiani sono sparsi tra varie fonti, abbiamo pensato di riassumere alcuni temi e renderli disponibili. Come tutte le cose frutto di esperienze personali (nostre e altrui), possono non essere condivisibili. Eventuali differenze di opinioni saranno benvenute e non sarebbe sbagliato iniziare discussioni sugli argomenti controversi aprendo pagine dedicate del forum.

Buon vento a tutti.

 

 

Prima volta

Non abbiamo la presunzione di poter predicare a tutti come si va in barca a vela ma almeno ai principianti qualche consiglio lo possiamo dare… per aiutare ad affrontare un ambiente nuovo a chi è alla prima esperienza.
Quando stiamo per intraprendere una crociera in barca a vela dobbiamo tenere presente che, a differenza di una vacanza tradizionale, potremmo andare incontro a due piccole problematiche: la relativa mancanza di spazio e l'obbligo di convivere con altre persone in questi spazi ristretti.

Spazio vitale
Ricordiamoci sempre che è bello poter vivere una vacanza con serenità e in amicizia con le persone che sono con noi a bordo, per cui non lasciamo a casa un po’ di (a volte tanto) spirito di adattamento che permetterà di risolvere al meglio ogni piccolo inconveniente!

Per evitare i problemi legati allo spazio, ricordiamoci di portare il minimo necessario, evitando le valige rigide, impossibili da stivare e altre borse particolarmente ingombranti. Meglio optare per borsoni facilmente ripiegabili da poter riporre nei gavoni. E non occupiamo lo spazio comune con oggetti personali (giacche, salviettoni, scarpe, ecc).

Utenze
Un altro concetto che bisogna aver ben chiaro in mente è che, in barca, l’acqua e l’elettricità sono risorse importanti e limitate e, lontano dai porti, è bene farne un uso parsimonioso.
Evitare di tenere aperti i rubinetti più dello stretto necessario e utilizzare il flusso minore possibile (con “un filo” d'acqua si possono effettuare tutte le comuni operazioni di lavaggio). Questo permetterà di vivere in mare più a lungo indipendenti da porti e marina che, almeno nel periodo estivo, sono spesso non disponibili e oltremodo dispendiosi.
Ricordiamoci che una barca piccola può disporre al massimo di 100 l d'acqua mentre una barca a vela grande trasporta nei serbatoi sui 500-700 litri di acqua, che in relazione al numero di persone a bordo non è tanta e se utilizzata con un'ottica domestica e non marina scompare in un tempo sorprendentemente breve. Il problema è limitato quando si è in porto, se in banchina è disponibile un rubinetto, ma diventa un problema se si decide di rimanere a dormire all’ancora in qualche bella caletta magari per più di una notte.
Per quanto riguarda l'energia elettrica, le barche a vela hanno una serie di batterie a 12V che forniscono energia durante la navigazione a vela, alimentando tutti i sistemi della barca, compreso frigorifero, GPS cartografico, timone automatico, luci di navigazione, pompe dell'acqua.
Mentre in porto, se presente la colonnina, l’impianto viene collegato ad una normale presa a 220V per ricaricare le batterie, in navigazione o all'ancora le batterie sono ricaricate da pannelli solari o generatore diesel. I pannelli sono più ecologici ma di capacità limitata. I generatori non hanno questa limitazione ma il loro utilizzo in una baietta disturba non solo gli occupanti della barca ma anche tutti i vicini di ancoraggio (usare con discrezione!).

Cosa mettere in valigia (vedi anche Equipaggiamento individuale)
L’ideale per affrontare una vacanza in barca a vela è l’abbigliamento sportivo, comodo e confortevole che ci permetta di rimanere a nostro agio in ogni momento della giornata.
D’estate un costume, pantaloncini corti e maglietta sono tutto ciò che ci serve per affrontare una navigazione in una bella giornata di sole. Non dimentichiamoci però, che anche in estate la sera può essere fresca e umida per cui non lasciamo a casa una bella felpa (o un pile leggero), pantaloni della tuta comodi ed un giubbino impermeabile anche leggero per proteggerci dal vento.
Ricordiamoci, inoltre, che in navigazione e durante le manovre è buona regola indossare sempre un paio di scarpe (meglio se a suola di gomma chiara, quella nera lascia spesso e volentieri segni sulla coperta che saranno poi anche difficili da pulire). Questo piccolo accorgimento ci eviterà di scivolare e salverà i nostri piedi dalle numerose attrezzature sempre in agguato sulla coperta umida. E’ sempre buona norma avere due paia di scarpe in modo da tenerne un paio esclusivamente per la barca e l'altro per le discese a terra.

In caso di maltempo o di temperature un po’ più fresche è consigliabile anche un k-way, un berrettino di lana e un foulard per proteggere collo e gola.
Per proteggersi dal sole sono indispensabili un cappellino, degli occhiali da sole a lente scura ed una buona crema solare.
Non dimentichiamoci un telo da mare, un asciugamano o accappatoio per l’igiene personale ed una buona crema idratante doposole.
Fuori stagione non bisogna abbandonare la navigazione, ma bisogna abbigliarsi adeguatamente per continuare a godere la barca a vela, non dimenticando una buona cerata e stivali in gomma per i momenti meno favorevoli.

Dormire in barca
Una volta saliti a bordo vi saranno mostrate le cuccette disponibili, in base al tipo di barca che vi ospita, in cabine separate nelle barche di maggiori dimensioni o in ambiente unico negli scafi più piccoli.
Anche in questo caso bisognerà appellarsi al sano spirito di adattamento e abituarsi fin da subito all’idea di dividere l'eventuale cabina con una persona che non si conosce, ma che è li per vivere la nostra stessa esperienza. Ognuno porterà biancheria e asciugamani personali (consigliato un sacco a pelo, estivo o invernale secondo il caso, con sacco-lenzuolo e federa per il cuscino).

Utilizzo del bagno
Le barche a vela sono dotate di un wc dall'aspetto simile a quello di casa, ma con un funzionamento molto diverso. L’acqua di mare utilizzata viene richiamata ed eliminata per mezzo di una pompa manuale che scarica tutto all’esterno (se in alto mare) o in un serbatoio per acque nere (se in porto o entro le 3 miglia dalla costa).
Le tubazioni che compongono il sistema hanno un diametro relativamente piccolo e bisogna evitare di intasarle gettando carta igienica in abbondanza o altri oggetti nel wc.
Sempre per ragioni di sicurezza, le valvole che permettono l’afflusso d’acqua (presa a mare) e lo scarico (scarico a mare), in navigazione devono essere sempre chiuse e aperte solo per il tempo strettamente necessario al loro utilizzo.

In navigazione
Quando si naviga la prima volta a vela le sensazioni che si provano sono contrastanti.
Si entra in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo tutti i giorni , il tempo sembra dilatarsi , il rumore meccanico che siamo abituati ad associare alla propulsione scompare eppure la barca si muove, si muove, ma non solamente in avanti.
Rollio, beccheggio, sbandamento in maniera che può risultare allarmante per chi non è abituato è invece il modo normale di procedere per una barca a vela, concepita per navigare inclinata su un fianco fino a controbilanciare la pressione del vento con la forza di raddrizzamento dello scafo e della zavorra.
In queste condizioni si cammina e si sosta solo dalla parte sopravento e tenendo ben presente, quando in movimento, l'antica regola "Una mano per la barca e una per il marinaio!"

In caso di maltempo
In caso di cattivo tempo ogni skipper ha regole ben precise a cui sottostare.
E’ compito dello skipper informarsi quotidianamente delle previsioni meteorologhe, tenendosi sempre aggiornato ascoltando bollettini e avvisi sulla radio di bordo o a mezzo internet se disponibile (o affidandosi solo al barometro e all'osservazione del cielo se obbligato). In caso di condizioni di mare proibitive o previsioni meteo avverse, un buon skipper preferisce rimanere in porto piuttosto che sottoporre il proprio equipaggio (e la barca) ad una navigazione stressante e pericolosa.
Bisogna tenere presente che spesso le condizioni che troviamo in un porto o in una baia riparata, possono non rispecchiare la realtà. E’ quindi fondamentale per la sicurezza e l’armonia di bordo accettare le decisioni dello skipper. Nel caso si dovesse rimanere fermi non sollevate obiezioni. Anche il cattivo tempo fa parte del gioco!

Il mal di mare
Non esiste uomo o addirittura lupo di mare che non abbia, almeno una volta in vita sua, sofferto il mal di mare. Quindi, chiunque abbia un minimo di esperienza in barca sa cosa vuol dire non stare bene e non dobbiamo vergognarci: nessuno a bordo vi prenderà mai in giro per un po’ di mal di mare!
Come fare? La tradizione marinara è piena di rimedi casalinghi: mangiare acciughe salate, bere succo di limone, fissare un punto all’orizzonte…
Una cosa è fondamentale: restare all'aria aperta, non scendere sottocoperta se non per sdraiarsi. Se sopraggiunge un certo malessere, delegare qualsiasi spostamento a chi ha un piede marino più consolidato.
Evitare di abbuffarsi, di mangiare pesante e di bere troppi alcolici; per una colazione a prova di mal di mare preferire i solidi e i salati. Via libera a spuntini frequenti con salatini, formaggini, salamini, cracker…
Rimanere ben coperti perché il freddo scatena il mal di mare.
Ai primi sintomi di mal di mare cercare di distogliere l’attenzione dal malessere, fatevi affidare un compito all’aria aperta e concentratevi su quello.
Ricordate inoltre che la parte centrale della barca è la più stabile!!!
Se il mal di mare prende il sopravvento, rigettate sottovento (farlo sopravento serba amare sorprese…), sdraiatevi, tenete gli occhi chiusi e cercate di dormire.
In commercio esistono numerosi farmaci per curare le nausee, ma devono essere assunti un paio d’ore prima della navigazione, altrimenti non hanno alcun effetto. Attenzione, questi farmaci possono indurre sonnolenza.


 

Equipaggiamento individuale

Va limitato allo stretto indispensabile (per quantità al periodo e per tipo alla stagione che si passerà a bordo), evitando nell'interesse generale l'ingombro di oggetti e capi di vestiario inutili. Il tutto messo in una sacca morbida facilmente stivabile in un gavone.

Gli indispensabili:

Gli optionals:

 

 

 

Skipper

I compiti dello skipper sono molteplici e riguardano la sicurezza dell'imbarcazione e dei suoi occupanti.

E’ compito dello skipper informarsi quotidianamente delle previsioni meteorologhe, tenendosi sempre aggiornato ascoltando bollettini e avvisi sulla radio di bordo o a mezzo internet se disponibile. In base a questa informazione lo skipper avrà l'ultima parola sulle decisioni di navigazione o di permanenza in un luogo sicuro in attesa di un miglioramento delle condizioni del mare.
Bisogna tenere presente che spesso le condizioni che troviamo in un porto o in una baia riparata, possono non rispecchiare la realtà. E’ quindi fondamentale per la sicurezza e l’armonia di bordo accettare le decisioni dello skipper. Nel caso si dovesse rimanere fermi non sollevate obiezioni. Anche il cattivo tempo fa parte del gioco!

In caso di lunghe navigazioni che richiedono la gestione di turni di guardia, il responsabile sarà la persona addetta a quel turno, fermo restando che tutti gli altri a bordo in condizioni di farlo, sono tenuti a collaborare e segnalare qualunque situazione di pericolo o meritevole di attenzione non notata dallo skipper o responsabile del turno. Non essere il responsabile non esime dall'effettuare segnalazioni utili ad evitare danni a persone o cose, la sicurezza è responsabilità di tutti. Anche lo skipper più esperto fatica a rendersi conto di tutto ciò che accade sopra e sotto coperta.

Se si decide di salpare è necessario capire che le molteplici responsabilità dello skipper (nonché la sicurezza di tutti) saranno meglio assolte con una generosa partecipazione dei passeggeri alla conduzione della barca, specialmente in quelle condizioni che accumulano più compiti sulle spalle del capitano, come accade in caso di porti affollati o in situazioni meteomarine avverse. Detta partecipazione consiste nell'osservazione delle condizioni di navigazione e segnalazione di situazioni di eventuali pericoli nonché la partecipazione alle manovre per la partenza o arrivo in porto o la gestione delle vele e del timone in navigazione.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario che prima della partenza o prima di intraprendere una manovra lo skipper renda edotti tutti gli interessati di quello che si andrà a fare e del ruolo che ognuno dei partecipanti avrà in dette manovre. Importante per la comprensione è che la lingua parlata da tutti sia la stessa, ossia il nome di tutte le manovre, delle vele, degli accessori che saranno coinvolti nelle manovre siano chiari, precisi e compresi da tutti anche con comunicazioni brevi. Altrettanto importante è che lo skipper sia sicuro che i suoi ordini sono stati recepiti e questo implica che la persona indirizzata ripeta l'ordine ricevuto: “Pronti a lasciare l'ormeggio!” Risposte: “pronto”, “pronto”, “pronta”. “Pronti a virare!” Risposta: “pronto a virare”. “Salpare l'ancora!” Risposta: “salpo l'ancora”. Ecc. Questo permetterà di effettuare le manovre con conoscenza di causa e in tutta calma, evitando ritardi e relative situazioni di incertezza, pericolo o emergenza.

Corollario di questo modo di comunicare è quello di avere anche gesti per comunicare in modo visivo quando sia per le condizioni meteo sia per rumori di fondo (vento, motore, ecc.) la comunicazione verbale fra skipper e operatore e viceversa non risulta comprensibile. Una segnalazione con le braccia di messaggio ricevuto, di dritta o sinistra o un segnale concordato per il rallentamento, per alzare o calare una vela o l'ancora, simultanei alla comunicazione verbale assicura che il messaggio sarà comunque recepito. Per lo stesso motivo mai segnalare una situazione anomala con un semplice “Guarda!”, ma indicare sempre “cosa” e “dove” oltre la consueta segnalazione col dito puntato .

Altra condizione per la buona riuscita delle manovre è quella di avere tutte le cime, le vele, l'ancora in ordine, in modo che non trovino ostacoli al loro utilizzo immediato a causa di nodi o imbrogli che non permettono lo scorrimento veloce. Questo comporta un controllo prima della partenza di tutte le manovre e di tutte le vele da utilizzare (da parte dello skipper o di un suo delegato) e della cima/vela specifica prima di ogni manovra (da parte dell'addetto alla manovra).

E se, nonostante tutto questo, la situazione di pericolo si manifesta lo stesso, una volta superata l'emergenza, si spera senza danni, un'analisi approfondita di ciò che è andato storto è d'obbligo, con elogi per chi ha fatto bene e correzioni a chi ha mancato l'obiettivo, skipper compreso. Fa parte della vela commentare, capire e correggere manovre sbagliate con eventuale ripetizione delle stesse nel modo giusto. E' un aspetto importante dell'acquisizione dell'arte del navigare in gruppo con lo scopo di trasformarsi in una squadra.


 

 

Prima di partire

Prima di partire per una navigazione impegnativa (o comunque periodicamente in caso di navigazioni successive di breve durata e sempre dopo un periodo di riposo prolungato) è necessario effettuare tutti i controlli del caso:

Il check-up

Rifornimenti

Per il motore, fare il pieno di carburante

Per i fornelli, bombola di gas e ricambio

Per la cambusa, rifornimenti in base al percorso da effettuare e al numero di persone a bordo

Briefing

Come già accennato nella scheda dedicata allo skipper, prima di partire questo dovrà comunicare agli imbarcati le linee generali della navigazione da intraprendere in base al programma di massima deciso di comune accordo. Alla prima occasione ci sarà poi una spiegazione elementare della gestione delle vele (come issarle e ammainarle, come regolarle) e delle altre apparecchiature di bordo (winches, ancora e verricello, timone, motore, WC, ecc.).

 

 

Da non trascurare, prima di partire, l'individuazione delle persone non capaci di nuotare. A queste (e sempre ai bambini) lo skipper potrà imporre l'uso della cintura di salvataggio se le condizioni del mare lo rendono consigliabile. E' comunque responsabilità del passeggero valutare l'opportunità di avvalersi della cintura anche se lo skipper non ne ha precisato la necessità o l'opportunità.

 

Parte importantissima del briefing iniziale sarà la spiegazione della sistemazione e dell'uso delle dotazioni di sicurezza (salvagente, cinture di sicurezza, zattera, tender, razzi, cassetta medicinali, ecc.) e l'illustrazione delle manovre di emergenza in caso di incidenti gravi, collisioni, uomo a mare, ecc. E' importante spiegare e far capire che la sicurezza personale e collettiva dipende in gran parte dalla comprensione individuale dei comportamenti da osservare in situazioni difficili. Tali situazioni richiedono da parte dello skipper la massima attenzione rivolta alla salvaguardia della barca (che rappresenta poi la miglior sicurezza per gli occupanti) e non può in tali momenti spiegare come indossare un salvagente, come buttare l'ancora o come ammainare una vela. Maggiore è il numero di persone imbarcate, maggiore deve essere la cooperazione e il coordinamento delle operazioni di salvataggio di persone e barca.

Ogni giorno poi ci sarà una nuova breve riunione per il programma giornaliero (deciso dallo skipper anche in base alle notizie meteo aggiornate) nonché per le manovre di partenza dall'ormeggio o ancoraggio. E qualora si dimostrasse necessario, una riunione serale a fine veleggiata per analizzare situazioni critiche o incerte verificatesi durante la giornata sarebbe consigliabile.

 

 

Come comportarsi

Anche se già in parte trattati in schede precedenti, data l'importanza delle precauzioni da osservare, la ripetizione non può che giovare alla causa della sicurezza.

Molte delle osservazioni sotto elencate sembreranno ovvie, a mè sorprendente quanto sono ignorate da buona parte dei croceristi.

Preparazione prima di uscire (meglio fare una check-list)

In mare

In porto o in rada

 

 

 

Prevenzione

La manutenzione è sicurezza attiva, passiva e preventiva!

La sicurezza della barca dipende solo da come affrontiamo l'argomento, dall'atteggiamento mentale dello skipper e del suo equipaggio e da come prepariamo tutti ad affrontarlo.

Il codice della nautica stabilisce le dotazioni necessarie per affrontare varie condizioni di navigazione, dando erroneamente l'impressione che ciò sia tutto quello che è necessario per la nostra sicurezza. ERRORE!

Quanto stabilito dalla legge è il minimo per la sicurezza, non certamente l'ottimale. La manutenzione è certamente importantissima, ma non è contemplata nel codice, se non nel responsabilizzare lo skipper per ciò che succede a bordo (per questo argomento rimandiamo alle apposite pagine Skipper e Manutenzioni).

Argomento dotazioni. Per esempio entro le 6 nm dalla costa non è richiesta la zattera di salvataggio ne la radio VHF. Immaginate dunque di fare naufragio a 5,9 nm dalla costa in una zona dove il telefonino non ha campo o è caduto in acqua. Dura stare in acqua delle ore, specie se fredda, in attesa di eventuali e ipotetici soccorsi o nuotare verso la costa in quelle condizioni.

Per questo sarebbe opportuno incrementare le dotazioni di sicurezza oltre quelle legalmente richieste, per esempio:

 

 

Sopravvivenza

Pensare al peggio per agire meglio

Al giorno d'oggi, se adeguatamente muniti di apparecchi di comunicazione (dai telefonini se sotto copertura, ai telefoni satellitari, VHF, Epirb, radio HF, ecc.) nonché materiali di sicurezza (principalmente la zattera di salvataggio), si può sperare di non passare più di un tempo limitato in balia del mare.

Tuttavia se non navighiamo in acque “civilizzate”, siamo disposti a far dipendere la nostra sopravvivenza dall'arrivo degli eventuali soccorsi? O meglio pensare al peggio prima che sia troppo tardi per farlo?

Per prudenza sarebbe meglio pensare a cosa faremmo se dovessimo rimanere in mare per lunghi periodi, necessari per raggiungere da soli la costa più vicina. Le batterie dei nostri apparecchi tecnologici si esauriscono dopo pochi giorni e se non trovati nel frattempo dai soccorritori dovremo cavarcela da soli. Il pensiero sembra eccessivo per chi abitualmente naviga in Mediterraneo, ma esistono posti in mare un po' meno frequentati e più difficili da raggiungere e dove trovare una zatterina che nel frattempo si è spostata dalla posizione del segnale iniziale non è poi così facile. Quanto poi agli organi statali preposti al salvataggio in mare, non tutti i paesi ne hanno in quantità o con la preparazione e organizzazione necessaria. Senza andare troppo lontano, certe zone della costa nordafricana non beneficiano del monitoraggio VHF necessario per la sicurezza.

In altre parole, la filosofia di partenza deve essere: salvati da solo.

Affrontiamo allora i vari argomenti che concorrono alla sicurezza uno per uno.

Zattera

Siamo poi sicuri che la nostra zattera sia il sistema di salvataggio migliore tra quelli disponibili? A breve rappresenta un buon abitacolo dove proteggersi dagli elementi, ma è un mezzo completamente privo di ogni possibilità di navigazione e con provviste insufficienti per una sopravvivenza prolungata. Per non parlare della tenuta dei tubolari a lungo andare. E il kit di riparazione, funzionerà anche su una zattera bagnata? E se la perdita è sott'acqua?

In aggiunta alla zattera obbligatoria sarebbe opportuno avere a bordo un battellino di servizio/tender (meglio se rigido e inaffondabile) pronto al varo e capace di portare un albero e una vela, oltre agli indispensabili remi (ovviamente il tutto vicino al battello e disponibile in emergenza) per permetterci di dirigere verso la costa più vicina. Per questo non dimenticare di portarsi delle carte nautiche su materiale impermeabile, oltre la bussola e il GPS di emergenza (magari con batterie di ricambio).

Contenitori di sopravvivenza

Dovendo attraversare un ampio spazio di mare, la cosa migliore sarebbe avere tutto il materiale indispensabile in caso di eventuale affondamento stivato in contenitori stagni e galleggianti (in soldoni bidoni di plastica a bocca larga con chiusura stagna) legati in pozzetto o in coperta in modo da essere facilmente recuperabili. Meccanismi automatici di rilascio in caso di affondamento darebbero una sicurezza aggiuntiva (meccanismo da non sottovalutare anche per la zattera).

Razioni di sopravvivenza

Le dotazioni di in una zattera sono limitate e vanno sicuramente integrate. Il problema principale è l'acqua e per questo sono ora disponibili dei desalinizzatori portatili abbastanza efficienti. Meglio metterne uno nel bidone apposito, oltre a qualche bottiglia extra di acqua. Sopravvivere a lungo senza cibo è fattibile, senza acqua è impossibile.

Per il cibo esistono ora prodotti preconfezionati in imballi impermeabili che ben si adattano al nostro proposito. Sceglierli in modo da avere una dieta bilanciata, ma ricordando che un minor introito di cibo e acqua fanno rallentare il metabolismo e questo aumenta i giorni di sopravvivenza con la quantità di alimenti disponibili. Inoltre è bene sapere che zuccheri semplici come glucosio e saccarosio sono buone fonti di calorie e inoltre il loro metabolismo produce acqua. Un kilo di zucchero in cubetti è utile per la sopravvivenza in mancanza di altri alimenti.

Ricordarsi che nella distribuzione del cibo bisogna considerare quanto segue: i bambini metabolizzano più velocemente degli adulti e necessitano di una maggiore quantità di cibo, mentre gli anziani metabolizzano più lentamente, così come le donne rispetto agli uomini. Regolarsi di conseguenza, anche se le variazioni individuali non sempre rispettano queste semplici regole.

Vestiario

Il vestiario appropriato per la zona di navigazione è indispensabile per il comfort e la sopravvivenza. Soffrire il caldo o il freddo, oltre a far consumare più energia ha un effetto negativo sul morale del naufrago. Evitare il sole e l'umidità e riposare il più possibile, compatibilmente con le necessità di navigazione. Non dimenticare gli occhiali da sole.

Protezione

E' importante minimizzare la necessità di acqua, perciò evitare di perderla per sudorazione. Non stare al sole a lungo, coprirsi e se necessario raffreddarsi con acqua di mare. Per contro, con clima freddo, di notte o in caso di vento coprirsi adeguatamente anche con un telo o plastica.

Morale

Parlare di morale in modo astratto non porta a niente. Ma se si rispettano le condizioni sopraindicate (un mezzo guidabile, cibo e acqua, vestiario, mappe e bussola) è più facile mantenere il morale alto. Vero?

 

Pericoli

 

Prevenire è meglio che curare, programmare pensando sempre al peggio proprio per evitarlo

E' un errore comune pensare che in caso di maltempo ci sarà tempo per preparare la barca a questa evenienza. Non ci sarà o comunque non tutte le cose saranno fatte, perché richiedono tempo e pianificazione. Bisogna procedere prima. Esclusa la tranquilla navigazione giornaliera con tempo prevedibile, navigazioni di più giorni o traversate impegnative richiedono l'osservazione di norme più stringenti. Elenchiamo una parte delle prevenzioni da osservare:

Teli antirollio

basilare in caso di maltempo è l'utilizzo di teli antirollio in ogni cuccetta per evitare di essere sbalzati contro oggetti più contundenti dei morbidi cuscini.

Gavoni e paglioli

devono avere appositi sistemi di chiusura e fissaggio per evitare di vedere gli oggetti contenuti nei gavoni nonché i paglioli “volare” per la cabina in caso di un malaugurato rovesciamento o capovolgimento

Batterie

lo stesso dicasi delle batterie, che vanno fissate ad una base solida anche se dentro una scatola, mentre il coperchio di detta scatola va lasciato libero (all'interno di gavoni o vani comunque chiusi) per facilitare la manutenzione

Ancore, catene

anche queste devono rimanere fisse qualunque posizione assuma l'imbarcazione

Fornello basculante

assicurarsi che il blocco del basculamento resista anche in caso di inclinazioni estreme e che non si sganci in caso di rovesciamento o capovolgimento. Per cucinare meglio usare la pentola a pressione che non versa olio o acqua bollente sul malcapitato cuoco di turno

Estintori

devono essere sistemati dove sono facilmente raggiungibili sia dall'interno che dall'esterno della cabina, ossia vicini alle uscite (tambuccio e passo d'uomo anteriore). Le principali fonti di fiamme sono i fornelli e i quadri elettrici e accessori. Discorso a parte la zona motore, con aspetti più specialistici, anche in funzione della potenza del motore e del carburante utilizzato. Particolare attenzione meritano i razzi; familiarizzarsi con il loro uso per non recare danni proprio in un momento già di emergenza

Mobili, paratie, ecc.

sebbene di aspetto innocente mietono più vittime degli altri oggetti, anche se per fortuna non si tratta di casi mortali. Gli spigoli non arrotondati di tutti i mobili causano traumi non indifferenti, facilitati da un non sufficiente numero di appigli. I cassetti che con un semplice sbandamento rovesciano tutto il contenuto in cabina sono un classico. Veder volare coltelli ed altri oggetti pericolosi non è uno scherzo. Dovrebbe risultare scontato che in caso di maltempo, tutti ma proprio tutti gli oggetti sciolti capaci di arrecare danni siano stivati in luoghi sicuri (ma chi è privo di colpe scagli la prima pietra....)

Impianto gas

oltre ad essere costruito a norma, è indispensabile chiudere sempre la valvola sulla bombola quando non in uso

Fulmini

qui il discorso si fa più complesso e non tutte le opinioni convergono. Per lo più si consiglia di collegare “a terra” (ossia a mare direttamente o attraverso la chiglia e il bulbo metallici) l'albero e/o le sartie in modo da scaricare direttamente in acqua un eventuale fulmine. Durante i temporali evitare di toccare le parti metalliche dell'imbarcazione, compresi barra o ruota del timone se metallici, meglio usare un timone a vento o un timone automatico, se disponibili. Va detto che se si è colpiti da fulmine (o anche se dovesse solo cadere nelle vicinanze) difficilmente si eviteranno danni, soprattutto alle apparecchiature elettroniche (ivi compreso il timone automatico).

 

Turni

 

I turni e lo skipper

L'esercizio del comando è la prima responsabilità dello skipper, da cui segue la presa delle decisioni relative alla navigazione e alle manovre ma anche lo stabilire i turni di guardia e quelli di lavoro (cucina compresa), sempre tenendo in considerazione le capacità di ciascun membro dell'equipaggio, nessuno escluso.

L'equipaggio

Escluso i casi dei famigliari o di un gruppo di amici frequentatori abituali, le persone a bordo non sono sempre scelte dallo skipper ma si tratta di frequentatori occasionali con esperienze di navigazione diverse. Bisogna pertanto metterli al corrente delle peculiarità della barca e per i principianti anche della vita in barca (vedi La Prima Volta). Stabilire cosa ci si aspetta da loro va fatto alla prima riunione dell'equipaggio al completo, chiarendo subito che una piccola barca non è una nave da crociera, non ci sono servitori e serviti, marinai e passeggeri, ma tutti devono partecipare alla vita di bordo.

Il programma

Un programma di massima va stabilito in funzione del tempo disponibile e della zona che si intende frequentare. Questo programma deve essere presentato ai partecipanti prima dell'imbarco e deve essere ben chiaro che il salire a bordo equivale ad una tacita accettazione incondizionata dello stesso.

Un buon programma però ha pochi punti fermi con date e luoghi, ma lascia ampi spazi di manovra per alternative parziali nonché giorni di riserva che permettono modifiche e recuperi. Ma anche se tutte le proposte di variazione sono legittime e possono venire da tutti, la decisione finale spetta solo allo skipper!

Se queste condizioni sono chiare fin dalla partenza nessuno tenterà di imporre alternative (spesso irrealizzabili) e non ci saranno problemi di sorta durante la crociera.

I turni in cucina

Salvo in caso ci sia a bordo un appassionato di cucina che si prende l'impegno per tutti i giorni, sarà necessario stabilire dei turni ai fornelli.

Con le seguenti condizioni:

Alle diverse squadre di turno verranno attribuite anche altre incombenze. Per esempio cassa e cambusa, pulizie interne ed esterne, ecc.

A livello individuale si potranno avere altri incarichi speciali, come: seguire i bollettini meteo, curare la farmacia di bordo, la carica delle batterie o il rifornimento acqua, ecc.

Esempio di turni con 4 persone o squadre per 2 settimane successive:

Giorno Pranzo Cena Giorno Pranzo Cena
Lun C A Lun A C
Mar D B Mar B D
Mer A C Mer C A
Gio B D Gio D B
Ven C A Ven A C
Sab D B Sab B D

Solo i 2 pasti della domenica sono lasciati alla libera volontà o al ristorante.

In questo modo ogni persona/squadra ha la responsabilità per 3 pasti a settimana. E' lasciata alla libera decisione delle persone di ogni turno se cooperare con l'altra squadra dello stesso giorno. E' altresì chiaro che nulla vieta a chi non è di turno di aiutare i turnisti nella preparazione dei pasti o nelle pulizie successive.

I turni di guardia

Quando si naviga giorno e notte diventa indispensabile stabilire turni di guardia. Se l'equipaggio è numeroso lo skipper normalmente non prende parte ai turni (è comunque sempre di servizio), mentre con scarsità di “turnisti” anche lo skipper partecipa, fino al limite della traversata in solitario dove lo skipper è di guardia 24h su 24 e la faccenda si fa più complicata (altro su questo argomento nella scheda apposita).

Ci sono vari modi di impostare la cosa ma quelli più comuni sono turni di 3 o di 4 ore, per esempio:

Turni di 3h Turni di 4h
A 00-03h 12-15h A 00-04h 12-16h
B 03-06h 15-18h B 04-08h 16-20h
C 06-09h 18-21h C 08-12h 20-24h
D 09-12h 21-24h      

Mantenendo i turni uguali ci si abitua a ritmi fisiologici uguali, il che facilita il sonno e il riposo. Ma siccome i turni notturni (fra la mezzanotte e l'alba) sono più faticosi, ci sono altre impostazioni (inserendo turni diurni più brevi) che permettono una rotazione dei turni.

Se si è in meno di 6/8 i più forti stanno da soli e a loro vanno i turni peggiori (A e B) che sono nella notte profonda. Se possibile mettere insieme il bravo col meno bravo, la donna con la sua amica, il ragazzo con il coetaneo. Evitare preferibilmente il marito con la moglie o il padre con il figlio. Lo skipper starà naturalmente con il più impedito.

Comunque sia è consigliabile non lasciare nessuno fuori dai turni. Tutti, giovani e vecchi, donne e bambini sono chiamati a partecipare, assegnando i turni diurni ai meno preparati perché in quelle ore ci sarà sempre qualcuno in giro a chi chiedere consiglio. Ricordare che in caso di avvistamento di altre imbarcazioni o navi di giorno o di luci di notte bisogna sempre allertare lo skipper.

Niente falsa pietà, svegliare senza remore i turnisti che devono iniziare la guardia, anche se soffrono di mal di mare. Farà loro bene fisicamente e moralmente. Semmai saranno i più validi che, se dopo giornatacce (o nottatacce) di maltempo avranno dato di più, si meriteranno un po' di rispetto e magari 1h di riposo in più.

Svegliare chi è di turno anche se poco preparato per il tempo cattivo che si presenta e il turnista precedente o lo skipper devono comunque rimanere sul ponte per sicurezza. Assicurare il nuovo arrivato e prepararlo perché sia pronto per ogni evenienza, un po' di aiuto è sempre meglio di niente e così imparerà a rendersi utile anche in condizioni non ottimali.

Sarà sempre comunque lo skipper, anche se non inserito nei turni, che dovrà dare di più, controllando il lavoro di tutti e facendo le proprie verifiche su tutto ciò che può andare storto. E' il sistema più naturale per guadagnarsi il diritto al comando e a chiedere agli altri.

I turni valgono sempre. Una volta stabiliti rimangono per tutta la crociera, salvo cambiamenti che lo skipper può introdurre dopo i primi giorni visti i comportamenti individuali. I turni sono in vigore ogni qual volta la barca naviga. Se si parte di sera alle 21h sarà il turno C (per i turni di 4h) o il turno D (per i turni di 3h) a prendere posizione. Se invece si è ancorati o in porto, valgono solo i turni di cucina.