I primi passi

 E adesso, si inizia. Conviene partire su due binari simultaneamente.

Da una parte si costruisce lo scalo, ossia una struttura rettangolare a pavimento fatta con robusti travi (dovrà reggere il peso dello scafo, circa 1/3 del peso finale della barca), perfettamente a livello, sulla quale si piazzano delle traverse nelle posizioni dove saranno poi montate le paratie permanenti e quelle temporanee. Come riferimento futuro si piazza un filo sottile di acciaio ben teso a centro scalo in senso longitudinale, che servirà come indicazione del centro barca e come riferimento per piazzare le paratie perfettamente in linea.

Dall'altra si inizia con la preparazione delle paratie permanenti e di quelle temporanee, montandole sullo scalo partendo da una estremità e procedendo verso l'altra o partendo dalla zona centrale e procedendo verso le estremità. Le paratie vanno montate capovolte, alla giusta altezza, prendendo per tutte come riferimento nel disegno un piano orizzontale tracciato sopra la struttura della barca e che ora, a barca capovolta, coinciderà con il piano di appoggio sullo scalo.

Questa è una operazione importante per una ragione pratica e una psicologica. Quella pratica è che la sistemazione precisa delle paratie è fondamentale per dare la giusta forma allo scafo e la loro sistemazione perfettamente verticali, perfettamente perpendicolari alla linea centrale, perfettamente distanziate darà una armonica curvatura alle pareti dello scafo (ma non disperate, alcune correzioni potranno essere apportate quando saranno sistemati i correnti longitudinali che meglio permetteranno di raggiungere ed osservare quell'armonia delle curve).

La seconda ragione, quella psicologica, è che finalmente e per la prima volta vi permetterà di “vedere” la barca, almeno le sue curve e dimensioni. E d'ora in poi questa “visione” migliorerà e si affinerà ad ogni passaggio ed ogni volta vi incoraggerà e vi aiuterà a proseguire.

 

Nelle foto, le parti in legno chiaro sono temporanee e saranno da togliere successivamente.

Per questi passaggi e quelli successivi troverete utili indicazioni, tra altri, nei due libri seguenti:

Per la lavorazione del legno nel campo marino col metodo tradizionale:

    • Come costruirsi la barca in legno, Pierre Gutelle, Mursia

Per la lavorazione del legno con l'utilizzo della resina epossidica:

    • The Gougeon brothers on boat construction, Gougeon Brothers Inc.

 Un'osservazione pratica sull'uso della resina: irruvidire le superfici da incollare con carta vetrata a grana grossa per aiutare la penetrazione dell'adesivo, applicare della resina senza additivi e lasciarla penetrare e quanto si applica la resina additivata e si morsettano i pezzi NON stringere troppo. Ciò porterebbe alla fuoriuscita di quasi tutto l'adesivo e la giunzione ne risulterebbe indebolita.

 Un consiglio

Ci sono due possibilità:

    • utilizzare inizialmente solo paratie temporanee per formare lo scafo, poi capovolgerlo, eliminare tutte le strutture temporanee e sistemare le paratie definitive

    • inserire subito le paratie permanenti con l'aggiunta delle temporanee ove necessario

 Se l'interno dello scafo dopo aver eliminato le paratie temporanee è liscio, sarà possibile inserire facilmente le paratie definitive, ma se all'interno c'è una struttura di rinforzo (come nel nostro caso) consiglio vivamente la seconda possibilità: adattare le paratie dopo la costruzione dello scafo è estremamente complicato. Molto più facile adattare ogni singolo pezzo esterno alle paratie che viceversa.

 

 

 

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