Protezione e sottosopra

 Conviene a questo punto, in vista del capovolgimento successivo dello scafo (un raddrizzamento, in realtà) procedere con la protezione dell'esterno, più facile in questa posizione che una volta girato e appoggiato a su sostegni.

Per primo si fa un trattamento con resina epossidica additivata con un prodotto a base di grafite, che ne accentua le qualità idrofobe (colore nero).

 

 Successivamente un trattamento con primer epossidico aumenta la protezione del legno (colore bianco)

     

 e permette l'adesione delle coperture finali di antivegetativa (colore marrone)

 e smalto poliuretanico (colore rosso e blu).

 

Ora non rimane che capovolgere lo scafo per poter continuare l'opera. All'uopo si prepara una “culla” sulla fiancata che permetterà di reggere lo scafo durante la rotazione, con i punti di appoggio coincidenti con le paratie principali per meglio sostenere il peso della struttura.

   Lo scafo viene poi staccato dalla base, sollevato e retto in vari punti per permettere lo smontaggio dello scalo sottostante.

 

Una volta eliminate le parti temporanee sporgenti sotto lo scafo, lo si abbassa adagiandolo sulla struttura portante (“culla”) prima accennata e si da inizio alla rotazione.

 

 Utilizzando un paranco saldamente ancorato per trattenere lo scafo ed evitare un rovinoso rotolamento.  
Con la struttura ad hoc (“culla”) e il paranco sono sufficienti 3 persone per girare uno scafo di queste dimensioni.

 Finalmente si adagia sui 2 sostegni a pavimento

Operazione completata.

 

 

 

 

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