Sopravvivenza

Pensare al peggio per agire meglio

Al giorno d'oggi, se adeguatamente muniti di apparecchi di comunicazione (dai telefonini se sotto copertura, ai telefoni satellitari, VHF, Epirb, radio HF, ecc.) nonché materiali di sicurezza (principalmente la zattera di salvataggio), si può sperare di non passare più di un tempo limitato in balia del mare.

Tuttavia se non navighiamo in acque “civilizzate”, siamo disposti a far dipendere la nostra sopravvivenza dall'arrivo degli eventuali soccorsi? O meglio pensare al peggio prima che sia troppo tardi per farlo?

Per prudenza sarebbe meglio pensare a cosa faremmo se dovessimo rimanere in mare per lunghi periodi, necessari per raggiungere da soli la costa più vicina. Le batterie dei nostri apparecchi tecnologici si esauriscono dopo pochi giorni e se non trovati nel frattempo dai soccorritori dovremo cavarcela da soli. Il pensiero sembra eccessivo per chi abitualmente naviga in Mediterraneo, ma esistono posti in mare un po' meno frequentati e più difficili da raggiungere e dove trovare una zatterina che nel frattempo si è spostata dalla posizione del segnale iniziale non è poi così facile. Quanto poi agli organi statali preposti al salvataggio in mare, non tutti i paesi ne hanno in quantità o con la preparazione e organizzazione necessaria. Senza andare troppo lontano, certe zone della costa nordafricana non beneficiano del monitoraggio VHF necessario per la sicurezza.

In altre parole, la filosofia di partenza deve essere: salvati da solo.

Affrontiamo allora i vari argomenti che concorrono alla sicurezza uno per uno.

Zattera

Siamo poi sicuri che la nostra zattera sia il sistema di salvataggio migliore tra quelli disponibili? A breve rappresenta un buon abitacolo dove proteggersi dagli elementi, ma è un mezzo completamente privo di ogni possibilità di navigazione e con provviste insufficienti per una sopravvivenza prolungata. Per non parlare della tenuta dei tubolari a lungo andare. E il kit di riparazione, funzionerà anche su una zattera bagnata? E se la perdita è sott'acqua?

In aggiunta alla zattera obbligatoria sarebbe opportuno avere a bordo un battellino di servizio/tender (meglio se rigido e inaffondabile) pronto al varo e capace di portare un albero e una vela, oltre agli indispensabili remi (ovviamente il tutto vicino al battello e disponibile in emergenza) per permetterci di dirigere verso la costa più vicina. Per questo non dimenticare di portarsi delle carte nautiche su materiale impermeabile, oltre la bussola e il GPS di emergenza (magari con batterie di ricambio).

Contenitori di sopravvivenza

Dovendo attraversare un ampio spazio di mare, la cosa migliore sarebbe avere tutto il materiale indispensabile in caso di eventuale affondamento stivato in contenitori stagni e galleggianti (in soldoni bidoni di plastica a bocca larga con chiusura stagna) legati in pozzetto o in coperta in modo da essere facilmente recuperabili. Meccanismi automatici di rilascio in caso di affondamento darebbero una sicurezza aggiuntiva (meccanismo da non sottovalutare anche per la zattera).

Razioni di sopravvivenza

Le dotazioni di in una zattera sono limitate e vanno sicuramente integrate. Il problema principale è l'acqua e per questo sono ora disponibili dei desalinizzatori portatili abbastanza efficienti. Meglio metterne uno nel bidone apposito, oltre a qualche bottiglia extra di acqua. Sopravvivere a lungo senza cibo è fattibile, senza acqua è impossibile.

Per il cibo esistono ora prodotti preconfezionati in imballi impermeabili che ben si adattano al nostro proposito. Sceglierli in modo da avere una dieta bilanciata, ma ricordando che un minor introito di cibo e acqua fanno rallentare il metabolismo e questo aumenta i giorni di sopravvivenza con la quantità di alimenti disponibili. Inoltre è bene sapere che zuccheri semplici come glucosio e saccarosio sono buone fonti di calorie e inoltre il loro metabolismo produce acqua. Un kilo di zucchero in cubetti è utile per la sopravvivenza in mancanza di altri alimenti.

Ricordarsi che nella distribuzione del cibo bisogna considerare quanto segue: i bambini metabolizzano più velocemente degli adulti e necessitano di una maggiore quantità di cibo, mentre gli anziani metabolizzano più lentamente, così come le donne rispetto agli uomini. Regolarsi di conseguenza, anche se le variazioni individuali non sempre rispettano queste semplici regole.

Vestiario

Il vestiario appropriato per la zona di navigazione è indispensabile per il comfort e la sopravvivenza. Soffrire il caldo o il freddo, oltre a far consumare più energia ha un effetto negativo sul morale del naufrago. Evitare il sole e l'umidità e riposare il più possibile, compatibilmente con le necessità di navigazione. Non dimenticare gli occhiali da sole.

Protezione

E' importante minimizzare la necessità di acqua, perciò evitare di perderla per sudorazione. Non stare al sole a lungo, coprirsi e se necessario raffreddarsi con acqua di mare. Per contro, con clima freddo, di notte o in caso di vento coprirsi adeguatamente anche con un telo o plastica.

Morale

Parlare di morale in modo astratto non porta a niente. Ma se si rispettano le condizioni sopraindicate (un mezzo guidabile, cibo e acqua, vestiario, mappe e bussola) è più facile mantenere il morale alto. Vero?

 

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